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Ai sensi dell’articolo 70, comma 1, del regolamento regionale 4/2007, così come modificato dall’articolo 7 del regolamento regionale n. 7/2010, la “Casa per la Vita” è una struttura residenziale a carattere socio-sanitario, a media intensità assistenziale sanitaria, destinata ad accogliere, in via temporanea o permanente, persone con problematiche psicosociali e pazienti psichiatrici stabilizzati usciti dal circuito psichiatrico riabilitativo residenziale, prive di validi riferimenti familiari, e/o che necessitano di sostegno nel mantenimento del livello di autonomia e nel percorso di inserimento o reinserimento sociale e/o lavorativo.”

MODALITA’ DI INFORMAZIONE SUI SERVIZI RESI

L’informazione sui servizi resi dalla “Casa per la Vita” di Poggiorsini è garantita attraverso la Carta dei Servizi, che è disponibile per la consultazione in struttura e sul sito web www.questacitta.it. Una copia è consegnata, al momento dell’inserimento, ad ogni ospite e/o familiare e viene distribuita alla rete dei servizi sociali dei comuni dell’Ambito Territoriale, nonché presso il Distretto Socio Sanitario ed i presidi territoriali del Dipartimento di Salute Mentale della ASL di riferimento.

Le strutture

Casa per la Vita ''Una chance per la vita'': inizio attività anno 2013

Casa per la Vita''Alda Merini'': inizio attività anno 2017

Casa per la Vita ''Il sorriso'': inizio attività anno 2019


Le attività nella comunità sono volte a favorire l’autonomia, la socializzazione e
l’integrazione sociale:

  • Autonomia come “mantenimento delle abilità e capacità di autodeterminazione della propria esistenza, attraverso la rappresentazione e la costruzione di un personale progetto di vita”.
  • Socializzazione quale “mantenimento delle abilità che consentono l’autonoma gestione di spazi, movimenti, relazioni informali e strumenti conoscitivi necessari per interagire con il proprio ambiente”.
  • Integrazione sociale come “processo che coinvolge più persone e più enti “in un progetto comune, quello della promozione del maggior sviluppo possibile della personalità. Si fonda sempre sulla relazione circolare tra più persone che si arricchiscono a vicenda”. È evidente, in tale prospettiva, l’esigenza di un lavoro di “rete” mediante il coinvolgimento di tutti i soggetti e le istituzioni del territorio: la rete primaria della persona ospite, le reti secondarie e informali presenti nel contesto sociale, nonché il sistema dei servizi sociosanitari ed educativi. È così possibile parlare di “comunità terapeutica allargata o diffusa”, i cui confini si estendono e si ampliano significativamente nel sociale. La Casa per la Vita, in virtù del suo essere aperta e integrata, diviene luogo permeabile alle relazioni, identificabile e riconoscibile.

La “Casa per la Vita” assicura tutte le prestazioni previste nell’arco delle 24 ore, mediante le seguenti figure professionali:

  • un assistente sociale ogni 8 utenti, per 36 h settimanali
  • tre educatori professionali ogni 16 utenti, per 36 h settimanali.
  • una figura con qualifica di Operatore Socio Sanitario (OSS) ogni 8 utenti, per 36 h settimanali;
  • due figure con qualifica di OSS per 16 utenti per la copertura del turno notturno
  • una unità di personale ausiliario (addetto alle pulizie, cuoco) laddove, per la tipologia degli utenti accolti, non sia possibile mettere a valore l’apporto diretto di lavoro quotidiano degli utenti per la cura personale e la gestione domestica della casa

È presente, all’interno del predetto personale, un Coordinatore di struttura. Al momento dell’inserimento nella “Casa per la Vita” viene individuato un operatore di riferimento a cui l’ospite può rivolgersi per qualsiasi necessità. Le informazioni d’interesse possono essere richieste dagli ospiti e/o dai loro familiari al Coordinatore della struttura, che le fornirà nel rispetto delle norme che tutelano la privacy e fatte salve eventuali autorizzazioni da parte del Dipartimento di Salute Mentale inviante.

Hanno diritto a beneficiare dei servizi offerti dalla “Casa per la Vita”, tutte le persone residenti in Puglia, tutti i cittadini di stati membri della Comunità Europea e loro familiari, i cittadini stranieri di cui all’art. 41 del DLgs n. 286 del 25 luglio 1998, ai Carta
dei Servizi 7 sensi dell’art. 3 della legge regionale pugliese n. 19 del 2006, e secondo le modalità ivi definite.

Per l’accesso alla “Casa per la Vita” i Comuni e le ASL, per quanto di propria competenza, effettuano in modo integrato una valutazione del bisogno complessivo della persona e, quando possibile, del suo nucleo familiare, al fine di definire risposte complessive, uniche e personalizzate. La valutazione del bisogno, effettuata dalla Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), che ha sede in ogni Ambito Territoriale o Distretto Socio-Sanitario, è condizione necessaria per accedere ai servizi a titolo gratuito o con concorso parziale alla spesa, nonché per fruire del titolo per l’acquisto di servizi. La valutazione si conclude con la predisposizione di un Piano di Assistenza Individualizzato (PAI), concordato con la persona e la sua famiglia, che indichi la natura del bisogno, la complessità e l’intensità dell’intervento, la sua durata, le fasi di verifica del percorso di cura, i relativi costi, il soggetto responsabile della gestione del caso.

La “Casa per la Vita” di Poggiorsini utilizza procedure e strumenti per la partecipazione degli utenti alla valutazione della qualità dei servizi e delle prestazioni ricevute, secondo la norma ISO 9001:2008 e SA 8000 (Certificazione di Qualità e Certificazione Etica).
Esso sottopone a monitoraggio e valutazione le seguenti aree:

  • Qualità organizzativa
  • Qualità percepita dal cliente 
  • Qualità professionale 
  • Efficacia delle prestazioni 
  • Efficienza dei processi

Il Sistema di Monitoraggio e Valutazione della Qualità della Struttura, del Servizio e delle Prestazioni è adeguato periodicamente ai più avanzati standard di qualità ed utilizza i seguenti strumenti:

  • Questionario di Soddisfazione del cliente interno
  • Questionario di Soddisfazione del cliente esterno
  • Questionario di Soddisfazione dei dipendenti