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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la Riabilitazione Psicosociale “un processo che deve facilitare agli individui che abbiano un danno, una disabilità o un handicap dovuto a una malattia mentale, tutte le opportunità per raggiungere il proprio livello ottimale di funzionamento”.
In particolare, la CA è una struttura residenziale socio-riabilitativa a più elevata intensità assistenziale, con copertura assistenziale per 12 ore/dì, accoglie 8 utenti relativamente autonomi sul piano della soddisfazione dei bisogni di vita quotidiana e con abilità psicosociali sufficientemente acquisite.

Le strutture

CA ANDRIA: inizio attività il 2002 (già Casa Alloggio dal 1992)
CA TRANI: inizio attività il 2010
CA GRAVINA: inizio attività il 2011


    • Rientro in famiglia, abitazione autonoma, oppure ingresso in Gruppo appartamento,…
    • Stabilizzazione:

– del livello di psicopatologia, della consapevolezza di malattia e della necessità di curarsi;
– dei comportamenti disturbanti (autocontrollo);
– dell’abilità nella cura dell’aspetto, dell’igiene personale e degli ambienti, della salute fisica;
– della capacità di stabilire e mantenere validi rapporti familiari e sociali;
– dell’abilità nelle attività socialmente utili (produttive, di vita quotidiana, degli interessi, delle attività strumentali,…);

  • riduzione dei ricoveri in SPDC
  • costruzione della rete sociale (ass. culturali, sportive, di volontariato, ATSM, Auto-Mutuo-Aiuto…)
  • lotta allo stigma della malattia mentale
  • costituzione di una cooperativa di tipo B per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati
  • inserimento lavorativo
  • Valutazione clinica-diagnostica e supervisione dell’assunzione dei farmaci;
  • colloqui individuali psichiatrici e psicologici di sostegno; colloqui con la famiglia;
  • supervisione dei comportamenti disturbanti o inadatti al contesto;
  • rispetto delle regole di convivenza dentro e fuori la comunità;
  • supervisione individuale per l’igiene personale;
  • coinvolgimento nella gestione della vita quotidiana di comunità (riordino di spazi di comunità, turnazione nelle attività di colazione, pranzo, cena,..);
  • partecipazione ad attività di gruppo strutturate riabilitative (espressive, psicomotorie, musicali, teatrali,…),
  • partecipazione alla programmazione di attività comunitarie;
  • partecipazione ad attività pre-lavorative e/o inserimenti di progetti di avviamento al lavoro;
  • partecipazione ad attività di rete sociale promosse sul territorio e finalizzate alla corresponsabilità nella cura (gruppi ama, attività esterne alla CA,..);
  • preparazione al rientro in famiglia o in altra struttura in vista della dimissione dalla CA.

1. compilazione del progetto (con la relativa valutazione con la scheda VADO) e proposta di utilizzo di una struttura riabilitativa da parte del Responsabile/Direttore del CSM;
2. autorizzazione da parte della Direzione del DSM;
3. fase di conoscenza, accoglienza e inserimento dell’utente; individuazione dell’operatore di riferimento nella struttura;
4. riprogettazione condivisa tra equipe del CSM e della struttura a distanza di un mese per la ridefinizione di obiettivi ed interventi;
5. incontri di coordinamento degli operatori della struttura finalizzati alla programmazione e alla verifica delle attività rivolte ai singoli o ai gruppi di pazienti;
6. realizzazione delle attività ed interventi previsti dal progetto;
7. incontri almeno semestrali di valutazione/verifica dell’andamento del progetto;
8. preparazione alla dimissione che prevede rientro o meno in famiglia;
9. dimissione dalla struttura.


Innovazioni introdotte

  • utilizzo del V.A.D.O. di Morosini/Brambilla
  • adozione di un S.G.Q.
  • utilizzo di attività riabilitative E.B.M.