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Progetto “TESESO” (TESting Elderly people on spatial Orientation) Finanziato dalla Regione Puglia con Avviso Pubblico N° 19/2009 “Ritorno al Futuro”, ASSE IV P.O. F.S.E. PUGLIA
(in fase di chiusura)

Scheda del progetto TESEO
La ricerca si pone l’obiettivo cardine di sviluppare e validare una misura di abilità visuospaziale che permetta di integrare la diagnosi precoce di disturbi cognitivi legati all’invecchiamento. Infatti, il progressivo estendersi della fascia di popolazione anziana richiede che nei prossimi anni siano affrontati problemi legati all’ autonomia delle persone in età senile ed ai loro problemi sociosanitari, soprattutto quelli legati alla demenza. Emerge inoltre in modo crescente la necessità di migliorare la qualità della vita delle persone anziane, non solo in termini di benessere fisico, ma anche di benessere cognitivo e psicologico.
Problemi con l’orientamento nello spazio, insieme a disturbi della memoria, rappresentano frequentemente un primo evento connesso con l’insorgenza di una demenza.
Con l’avanzare dell’età, aumenta il rischio di contrarre una qualche forma di demenza, in particolare la Malattia di Alzheimer (MA), che rappresenta il 60-70% di tutte le demenze. Nella Malattia di Alzheimer (MA) i disturbi visuospaziali si manifestano in media 3 anni prima degli altri disturbi cognitivi riferibili alla forma preclinica della stessa [Johnson et al, 2009]. Il MCI, ovvero una forma di declino cognitivo acquisito, in assenza di demenza e di altre patologie in grado di indurre disturbi di memoria, non compromette significativamente il funzionamento quotidiano e presenta una prevalenza oscillante tra il 3 ed il 19% tra le persone con più di 65 anni [Gauthier S. et al., 2006], e converte verso la MA con tassi oscillanti tra il 12% e l’80% entro 6 anni, contro l’1-2% delle persone sane. Uno studio americano ha stimato che interventi in grado di ritardare l’esordio della MA di 5 anni condurrebbero ad una riduzione della prevalenza del 50% sul totale atteso, e che anche interventi in grado di ritardare di soli 6 mesi l’esordio della malattia comporterebbero risparmi socioeconomici e sociosanitari significativi [Brookmeyer R., Gray S., Kawas C., 1998].
I trattamenti farmacologici disponibili e normalmente utilizzati per curare la MA hanno una efficacia limitata alle prime fasi della malattia [Alexopoulos G. S. et al., 2005]. Per ciò che concerne l’approccio psicocognitivo, non ci sono evidenze sull’utilità degli esercizi mnemonici e della stimolazione cognitiva per la prevenzione della malattia [Gatz M., 2005], inoltre la revisione della letteratura ha appurato effetti medi ottenuti sui pazienti affetti attraverso i vari training cognitivi di apprendimento, memoria, funzioni esecutive, attività quotidiane, problemi cognitivi generali, depressione ed autopercezione del funzionamento generale [Sitzer D. I., Twalmey E. W., Jeste D. V., 2006]. Non sorprende la scarsa efficacia di tali approcci sulla MA, in quanto i pazienti che ne sono affetti non dispongono della capacità di apprendimento necessaria a beneficiarne. Tuttavia, questo non significa che approcci analoghi non possano essere utilizzati per prevenire la malattia, ovvero su persone che, pur essendo a rischio di contrarla, dispongono ancora della capacità di apprendere, quindi di realizzare cambiamenti personali significativi.
Pertanto, il presente progetto di ricerca si concentrerà su compiti di navigazione in ambienti virtuali perché:
1) se ne conoscono gli esiti in ambienti naturali in campioni animali e umani, e per questi ultimi esistono giù dati riferibili alla navigazione virtuale;
2) si prestano ad essere utilizzati anche negli studi farmacologici, quando l’obiettivo è di estendere agli umani i risultati della ricerca sul potenziamento/conservazione di risorse cognitive.
Nella prima fase della ricerca si provvederà a contribuire alla validazione del paradigma di riorientamento virtuale su un campione di anziani sani. A tal fine, le misure oggetto di valutazione saranno confrontate con una batteria di test cognitivi e neuropsicologici, ed un’approfondita valutazione anamnestica finalizzata ad identificare eventuali fattori di rischio.

PARTECIPANTI
50 soggetti. Il range d’età varia tra i 55 e gli 85 anni, bilanciati per genere.

Continua…

Invito al seminario di presentazione dei risultati